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NorthForth/6 . Texel

12 Ago

Quante volte vi è capitato di vedere i personaggi di un film correre in spiaggia, circondati da gabbiani ed illuminati da una tiepida luce? Quante volte ho pensato alla banalità di questa scena – portandomi però dietro la curiosità di scoprire come sia davvero, correre liberi in riva al mare di primo mattino…

A Texel, piccola isola all’estremità nord dell’Olanda, ho finalmente soddisfatto la curiosità. Ho provato di persona l’esperienza (seguito da Anto in versione sportiva), cercandola ma lasciandomi sorprendere. La sabbia è dura e fredda, sveglia i piedi e quindi la mente. L’aria è sempre in movimento, la luce è profonda e non scalda, ma rischiara la mente. Tutto è quieto, i suoni si orchestrano in una melodia senza spartito ma che trasporta, fa volare… E ci si lascia andare, si allargano le braccia ad imitare il gabbiano con un sorriso di piacere, puro e intenso!

Io che i gabbiani, senza motivo (o forse per colpa di quel Livingston!), li ho sempre mal sopportati. La corsa e la spiaggia e la libertà mi hanno fatto sentire leggero come un gabbiano che vola, vola e punta dritto la dove deve andare – l’istinto che segna la direzione senza inutili pensieri.

Non è poco, per un’isoletta scoperta frettolosamente. Non è male, per l’ultimo giorno di ferie: arrivati a toccare il punto più a nord del viaggio, restava solo la via del ritorno, giù verso sud. Ma il Mar del Nord andava incontrato, almeno annusato. Per segnare il momento nel cuore e chiudere la NorthForth, DirezioneNord, che aveva orientato il nostro viaggiare. Ultime battute, poi casa e lavoro.

Texel è venuta dopo Amsterdam: un’eredità difficile da reggere. Ma l’isoletta ha giocato di contropiede, offrendo un piatto ben diverso dai mille sapori della città: un gusto locale e rilassato, semplice ed essenziale, povero nei mezzi ma di ampio respiro. Dalla città avevamo portato con noi parecchie vivande per banchettare al chiarore della (quasi) infinita sera nordica… Per addormentarci infine sotto le stelle, dalla tenda piazzata in mezzo alle dune.

Questi olandesi amano il campeggio, adorano i camper, le tende e naturalmente le bici. Un bel vedere per noi che veniamo da terre ben diverse. Un Paese che vive molto all’aperto, piuttosto che al chiuso; che cerca la natura, preferendo l’organico all’artificiale. Avverto una sintonia imprevista tra me e questa gente. Forse potrei anche io trasferirmi con un camper sulle Isole Frisone, a viver di pesca e pecorelle…

Ma intanto non potevamo farci sfuggire l’occasione di un bagno nel Mar del Nord! Tanta fatica per arrivarci e non provare l’acqua? Non da me, non da Cambo. Incuranti di cartelli e baristi minacciosi, ci siamo “tuffati” nel mare – per tre minuti ;-) Acqua gelida e sporchina, con spiaggia sabbiosa e sterminata, praticamente deserta. Dicono si riempia solo a Luglio ed Agosto: tanto meglio, diciamo noi!

Lo sguardo di un faro imponente ci accompagnava tutto il tempo: noi scrutavamo lui, lui curava noi. Mi piace l’idea di una luce sempre pronta a rompere le tenebre anche per me. Un punto fermo per la vista smarrita. Una direzione da cogliere e seguire…

Al mattino, con una bella luce brillante (nonostante l’ora), alzarsi e correre non era stato un grande sforzo. La giornata era iniziata con una tale carica di libertà, che mi ero deciso a lasciar andare le briglia del viaggio. Perché occuparmi tanto del dove e come andare? Era stata la scelta migliore, guidare e scegliere e spingere? Basta: volevo provare la spontaneità assoluta – e vedere cosa ne sarebbe saltato fuori!

Ma questo è l’epilogo della storia. E merita due parole a parte ;-)

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Profumo di basilico

3 Lug

Ben due settimane dall’ultimo post e una ferrata in mezzo, insperata conquista della cima del Sassopiatto. Ancora Milano e ancora giornate di quotidiano lavoro.

Ma nel mentre, piccoli decisi passi verso nuovi sentieri. Una diversa modalità di lavoro, vecchi progetti da portare a termine, una ricerca da organizzare, interessi da inseguire. E questa estate calda, troppo nervosa in città, da combattere tra mari e monti. Si perché, dopo due anni, tornerò a bagnarmi nell’acqua marina: per l’occasione quella Ligure.

Ero a Giffoni per il Festival nel luglio del 2007: tra babà e caffé, pizze e mozzarelle, spettacoli e registi, avevo passato un mese diverso ed estremamente ricco (ne conserva il ricordo questo album di foto). Qualche settimana dopo avevo saggiato l’acqua fredda e penetrante dell’Atlantico sulla costa Irlandese del Ring of Kerry. Luogo magnifico, sperduto, puro. Ma per 24 mesi il mare è poi uscito dal mio universo…

Non che sia una grande novità: sono attratto più dalla montagna che dal mare. Eppure ci sono coste adornate da monti originali e curiosi, percorsi da sentieri affascinanti. E la natura può essere bellissima, soprattutto agli occhi di un “estraneo” come me.

Insomma, grazie all’invito di una cara amica, questo weekend farò il Milanese DOC calando dalla città su Santa Margherita Ligure. Domani la camminata tra San Fruttuoso e Portofino; domenica la corsa ed il riposo in spiaggia. Ovviamente, tra le due giornate, temo più la seconda ;-)

Ma sono felice di questa escursione e ne parlerò in un post. Così che la ferrata ligure (perché ci aspettiamo anche corde e chiodi) seguirà la ferrata dolomitica (a breve in homepage). Intanto buon fine settimana: io non vedo l’ora di godermi focacce, pesce e vini bianchi. E l’acqua salata, certo!