Archive | aprile, 2010

Nella terra dell’abbondanza

25 Apr

Hey, dico… la primavera si finge estate, la natura riprende colori e profumi, le vie di montagna e di valle sono finalmente accessibili… non si può restare chiusi in casa!

Ma cosa fare? In queste settimane mi trovo senza auto e non ho molto tempo per organizzare, quindi ho pensato che la bici potesse essere la via di fuga perfetta per girare nei paraggi. Molto vero… sulla strada, imprevisti, ho incrociato: meli e vigne, laghi e laghetti, boschi fitti come labirinti, paesi lustrati a nuovo, simpatici ciclisti da ciclabile, una sorpresa di museo dedicato alla montagna.

Questi luoghi sono davvero la terra dell’abbondanza. E non dovremmo mica scordarcelo, perché nulla è dovuto, a ben guardare! Anche per questo, restare a casa sarebbe come minimo un peccato: con poco sforzo si può godere a fondo della natura e della civiltà, che qua sembrano andare a nozze meravigliosamente! Penso a quante volte per pigrizia o noia sono rimasto fermo a casa – giusto per passare il tempo tra un vizio e l’altro (ché, il lavoro non può essere forse un vizio? ;-). Invece ho preso un bel po’ d’aria fresca, mi sono lasciato stupire dal MMM ed ora a casa mi gusterò un bella cena!

(per i curiosi -> brodino vegetale aromatizzato, pesce azzurro con cipollotti freschi e té oolong, asparagi margarete in salsa bianca, gelato avalon + sauvignon blanc :-D

MA oggi sperimento di nuovo col blog, che queste escursioni mi piacerebbe condividerle – magari a qualcuno viene voglia di rifarle – oppure semplicemente esce di casa (outdoor?) per un po’!

* Bolzano-Caldaro in MTB, tra laghetti e opere di montagna

Inforcare la propria mtb, ovvero la bici da montagna (la mia è una Beone hardtail, però magari delle questioni tecniche ne parlo in un altro post), e prendere la ciclabile che da Bolzano punta verso sud seguendo il fiume Isarco. Seguire le indicazioni per Appiano/Caldaro, appena fuori dalla città. Si piega prima verso nord, poi si punta decisi con facile salita verso sud-ovest, seguendo le indicazioni per Caldaro senza difficoltà. La ciclabile è comoda, ma arrivati a Caldaro conviene abbandonarla e prendere le stradine che scendono tranquille verso il lago di Caldaro. Un giretto ed una pausa non sono sgraditi, sui prati al lago! Inizia però ora la parte di vera mtb (evitabile tenendosi su strade asfaltate per tornare verso nord, direzione Bolzano). Inforcare il sentiero sul fianco della montagna che porta ai laghetti di Monticolo, percorrere con un po’ di avventura la Frühlingstal, “valle  primavera” (sembra uno scherzo, ma…), e raggiungere il percorso che gira attorno ai laghetti. Qua si può sostare di nuovo, scovando i non rari posticini rilassati per una bevuta – e anche un pisolino magari! Riprendendo le due ruote, si prosegue ancora verso nord seguendo le indicazioni per il Sigmundskron che, inevitabilmente, portano a sentieri poco ciclistici: scendere dalla bici se serve e rimontare subito dopo per godersi la bella discesa. Qualcuno ha deciso di fare paese da queste parti ed il risultato è quella piccola perla di Colterenzio. I sentieri continuano poi nei boschi, facili da seguire ma incasinati da un bike-park con salti, tornanti e ponti sospesi… io li ho evitati, giusto per non rimetterci il collo ;-) Si arriva quindi al Castello di Firmiano, si smonta dalla bici e si spendono (bene) 8 euro per la visita al museo di Messner. Dedicato alle dolomiti, affascina anche per il notevole recupero delle rovine, oltre che per il continuo gioco fra dentro e fuori, fra opere che raccontano i mille volti della montagna e sguardi persi a distanza sulla valle e sulle cime altoatesine. Come non prendere allora una radler (birra+limonata, inventata proprio per i ciclisti :-) prima di scendere poco sotto la rocca e tornare in città, imbucandosi sulla comoda ciclabile.

[6 ore con la visita, circa km 40, dislivello 400 m] – Altre foto sono qui

Cavoletti & Fuorisaloni

19 Apr

Nonostante le minacciose nubi cariche di pioggia/polveri e la ressa sempre più Fuori al Salone del Mobile…

Sabato e Domenica ho passato due splendide giornate. A Milano! Diverse e divertenti, piacevoli e gustose.

Quanto è bello smentire i propri (pre)giudizi su una città e tutto quello che rappresenta :-)

Sabato ero stato scelto per partecipare ad un particolare evento di cucina: persone sconosciute tutte assieme a pasticciare in una fornitissima cucina, gentilmente messa a disposizione da KitchenAid per promozione, il tutto orchestrato da una delle migliori (food)blogger del web e oltre.

Potrei limitarmi a dire che è stato un evento davvero bello, forse unico. Però c’è qualcosa in più: qualcosa oltre alle splendide persone incontrate, il piacere di cucinare assieme e divertirsi intorno ai fornelli, sentire di condividere tanto semplicemente partendo dagli ingredienti di un pasto. La sensazione più forte che mi porto ancora dentro è una serenità inattesa, quasi disarmante.

C’era sicuramente ansia prima del ritrovo, e si correva il rischio di una gran caos. Invece la direzione di Sigrid, il supporto di Teatro7, l’aiuto di KitchenAid, la voglia profonda di divertirsi, semplicemente sono state la migliore ricetta possibile per il piatto più goloso della giornata: lo stare assieme a tavola. Tutto è andato alla perfezione, proprio nelle tante piccole imperfezioni. L’atmosfera era rilassata e allegra, leggera e conviviale. Una gemütlichkeit incredibile, gustata fino all’ultima briciola :-D

Poi domenica un giretto al FuoriSalone. Gli ultimi anni ero rimasto parecchio deluso da un evento ormai accozzaglia di proposte individualiste dove regna e sconfina solo l’apparenza – la morte del senso stesso del design, secondo me. Ma questo giro mi sono voluto fidare del mio buon amico ed ex-coinquilino Anto, andando a passeggiare in Zona Tortona di pomeriggio e sfuggendo al vortice del mega-evento-aperitivo-dipendente.

E con mia grande sorpresa, ho riscoperto che basta anche solo qualche esposizione curiosa o un’opera originale, per portarsi a casa qualche piccola buona sensazione… che poi lavora dentro, evolve e matura, fa emergere una consapevolezza diversa delle cose – o addirittura una prospettiva nuova con cui guardarsi attorno. Forse anche questo è design, e allora ben venga!

Ho portato a casa un bagaglio ricco, questa volta. E la certezza che web e design possono dare tanto, soprattutto quando sono al servizio della vita reale. Quella vita vissuta, fatta di esperienze concrete condivise intense.

Quanto odioso malessere si potrebbe curare con queste medicine – a costo zero e divertendosi!

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Le mie foto “made-by-iphone” sono qua

Ma ci sono foto e parole migliori delle mie: naturalmente Sigrid ma anche lei e lei, con scatti qui, qui, qui, qui e qui!!!

E sicuramente sto dimenticando qualcosa, sorry ;-)

In libera uscita tra i crocus

11 Apr

Oggi volevo ingannare le stagioni e quindi mi sono armato di bici, ripulita dell’attrezzatura invernale, e sono partito a cuor leggero verso i monti che sovrastano Bolzano. Volevo andare fino a Salten, un altopiano coperto di conifere e, in questo periodo, di crocus: piccoli e graziosi fiori che dipingono i prati di splendidi colori.

La stagione non è ancora matura ed il freddo mi ha ovviamente sorpreso… Ma i fiori c’erano, ancora timidi sulla terra appena meno che gelida. E Salten è uno spettacolo – che dovrò recuperare in prossime uscite, assolutamente.

Sono sceso a pieno gas alla disperata ricerca di calore. Però il silenzio e la solitudine del giro mi hanno permesso di riflettere su tre o quattro cose e di metabolizzare alcune letture interessanti degli ultimi giorni. Partendo dalla conclusione, ho sentito ancora una volta che, nonostante tutto (in questo caso l’aria gelida e la mia stupida impreparazione), buttarsi anima e corpo nelle esperienze che si vivono è la cosa migliore.

Con le strategie di ripiego e di magro ozio non si arriva da nessuna parte. Incontrando persone, immergendosi nella natura, giocandosi sempre al proprio meglio, invece, si valorizza ogni minuto che ci è concesso. E si porta a casa tanto – quasi troppo ;-) Serve allora la pausa giusta per capire e capirsi.

Ripensavo ad una bella poesia letta su Terre des Hommes (che poi ha rimosso – boh!): che sia o no di Jorge Luis Borges, “Istanti” mi racconta di un anziano che cerca di smuovere il giovane, dicendogli in sostanza: vivi, perché nulla è più importante. E lo dice in modo semplice, con parole dirette che esprimono bene come mi sento in questo momento…

Un altro spunto interessante e per nulla scontato è venuto da un post del Cavoletto. Qua si parlava di Wabisabi: mi sembra una vera e propria cultura, ben oltre la filosofia e la tradizione, che si fonda su una forte spiritualità – l’arte di sentire la bellezza e la profondità del mondo, nell’imperfezione ed unicità di ogni cosa, e dove ogni essere vivente e non vivente percorre la propria strada dall’inizio alla fine. E’ in questo arco di vita che abbiamo l’opportunità di scoprire l’armonia che ci circonda.

Il post merita una lettura rilassata. Io ho colto uno spunto molto bello, che riassumerei così: essere in armonia con la natura è un dono del tempo. Tempo dono natura armonia, hanno un significato molto più ampio della semplice definizione da vocabolario. La natura propria e quella materiale, l’armonia di azione e riflessione dentro di sé e verso l’esterno, il dono che va riconosciuto per essere accettato e vissuto, il tempo della vita che racchiude le nostre esistenze…

Insomma, potrei andare avanti così per ore; ma lascio invece spazio alle proprie ricerche personali. La ricerca per me è la migliore strategia da applicare, mai da rinunciare. Nel segno di queste riflessioni, sono anche tornato a mettere le mani in pasta: il gesto più concreto che conosco per passare dalle parole alle azioni ;-)

(Ps doveroso: col pane dovevo anche tornare ad allenarmi, per cercare di non rovinare tutto a questo splendido evento!)

To be continued…