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mercati/ni di/vini

15 Dic

Dopo le esperienze dell’anno scorso, ero molto prevenuto sul tempo dei mercatini natalizi, qua in Alto Adige.

Non che i timori siano stati smentiti: traffico pazzesco, smercio senza valore delle tipicità locali, turisti a flotte… e ancora mancano un paio di settimane!

Eppure questa volta è andata diversamente. Sarà stata l’esperienza, sarà questo momento di forte cambiamento, sarà la scoperta di piccole chicche curiose e piacevoli – tutto sommato, il tempo dei mercatini mi è piaciuto!

La forza di Tramin e la passione di Falkenstein hanno rimesso il vino in primo piano /

esaltando ancora più la gioia della cena ruspante al Santlhof /

o il caos bolzanino, redento da un ultimo törggelen poco ortodosso ma di gran qualità al Haidgerberhof /

ma anche il piacere straniante della musica indi con i The Pleasants /

e la ricchezza dell’atmosfera nei mercatini di Vipiteno o Chiusa /

condita meravigliosamente dai pasticci di Acherer e dalla degustazione al Pretzhof /

e in chiusura, i biscotti in casa ed il primo skitour verso il cielo del Rittnerhorn!

Lascio la parola alle immagini, che non possono far vivere le situazioni – però almeno ne danno un’idea :-)

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Silvester Inside

7 Gen

Buon 2010.

Potrebbe anche bastare, se non fosse che il Capodanno, regolarmente, è una di quelle feste o celebrazioni a cui diamo più importanza di quanta ne meriti.

Ho sentito amici impegnati da settimane per il cenone; altri invece schifati e decisi ad andare a letto alle 11 precise. Alcuni aspettano quasi apposta l’ultimo minuto per aggregarsi ad una compagnia (e non doverci pensare troppo). C’è poi chi si spreca in analisi dell’anno, anzi del decennio, e prova a pronosticare il futuro – che immancabilmente appare tetro.

Indubbiamente gli anni passati non sono stati né leggeri né facili. Ma sono sicuro che nella storia di ognuno ci sia anche del buono da salvare, quindi ricordare. Su quello possiamo costruire. E certamente domani ci saranno ancora difficoltà, dolori e soprattutto confusione (mi sto rendendo conto che è uno dei nostri peggiori drammi: ne riparleremo). Ma come non pensare anche alle nuove opportunità, alle conferme che ci sostengono, alla possibilità che le cose, in fondo, se lo vogliamo, possano andare tutto sommato bene?

Allora lascerei che il Capodanno, senza caricarlo di troppi significati positivi o negativi, sia giusto l’occasione per segnare il momento – quali che siano i percorsi su cui ci troviamo. Perché l’unico modo per raggiungere la meta è camminare.

Quanto al mio Capodanno: una riuscita festa fra amici nuovi ma vicini, mangiando e bevendo bene, in allegria, nella cornice accogliente della Val Sarentino. What else?

Al solito, tutte le foto della serata si possono vedere su Flickr.