Tag Archives: montagna

1.1.11 / alba

2 Gen

Niente post d’auguri, nel finale duemila/dieci – è un periodo poco scribacchino, di forte cambiamento…

Nel duemila/undici ci saranno tante novità – anche il blog dovrà trasformarsi e seguire il corso degli eventi…

E allora ho pensato di onorare l’alba del capodanno a modo mio, salendo sulla montagna più alta fra quelle che mi circondano per cogliere la luce nuova e conservarla nel cuore e nella mente.

il mio miglior augurio per l’anno nuovo

 

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Sciando. Per la prima volta

23 Feb

Mi sembra di aver imparato a sciare ieri. Ma non perché non abbia imparato fin da bambino le tecniche di sciata, con le mie belle settimane bianche per le quali ringrazio tanto i miei genitori.

Semplicemente, lo scialpinismo è un’altra cosa. E l’unico modo che esista per capirlo… è mettersi gli sci con le pelli, salire un colle e poi incidere la neve con le proprie curve.

Ho già scritto di telemark e skitour, di come un semplice tallone libero possa anche liberare la mente. Ecco, ci sono alcuni momenti durante un’uscita di scialpinismo in cui la sensazione di libertà non ha paragoni. Solo le migliori camminate, e alcuni attimi sotto un cielo stellato in quota, riesco a paragonarli alle sensazioni che può dare una discesa come quella di ieri.

Tecnicamente, si potrebbe chiamarla fuori pista, o free ride. Ma sono etichette che non servono, e anzi a volte confondono, facendo pensare a pericoli inutili e persone matte che rischiano troppo, per niente. Non è così. E vorrei su queste pagine, se non dimostrarlo, almeno provare a parlarne.

Ieri siamo saliti sull’Altissimo, una (a dispetto del nome) bassa cima che si affaccia sul Lago di Garda. Vista mozzafiato. Poco meno di 1000 metri di salita. Un piccolo e caldo rifugio dove bere qualche birra. Poi, ancora a mezzogiorno, la discesa per la stessa via della salita. Tranne qualche variante, perché alcune rive del colle erano troppo invitanti. E decisamente sicure.

Per poche centinaia di metri, per una manciata di secondi, ero solo io e la neve. Qualche centimetro di neve ancora farinosa e sotto un manto compatto ben più profondo, la giusta inclinazione, il sole e la valle davanti agli occhi… e gli sci che girano da soli, la paura di non sapere come fare che svanisce e lascia il posto all’adrenalina, al divertimento, alla libertà.

Pochi secondi, troppo pochi. Girandosi, verrebbe da risalire una seconda volta e rifarlo. Ma sarà per il prossimo tour. Già aver provato queste emozioni è stato bellissimo. Sentirsi una cosa sola con gli sci, con la neve, con la montagna, con l’aria che danza con te mentre il tempo si sospende. Un breve spazio di magia.

Ecco cosa può essere lo scialpinismo. La montagna in inverno, nell’incontro più diretto che si possa immaginare. Senza pericoli inutili, anzi con quel rispetto sempre indispensabile. Lo sci tradizionale mi sembra ora un po’ una presa in giro. In pista gli sci vanno da soli, non c’è fatica né, per me almeno, ricompensa – e quindi vero piacere. Nello skitour si suda la salita, si gode la montagna, si inforca la discesa e ci si diverte pienamente.

Mi sembra allora di non aver mai sciato. Mi sembra di essere ripartito da zero, o quasi. E sono felicissimo di questa nuova partenza. Perché il bello deve ancora venire :-)

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Su Flickr come sempre ci sono varie foto dei primi tour che ho fatto, con le guide di Globo Alpin (davvero bravi!) per il Corso Base di Scialpinismo. Imparare le fondamentali di neve, slavine, sicurezza, tecnica, e molto molto altro, è davvero importante e lo consiglio a tutti. Ma ne voglio riparlare anche su queste pagine – con qualche info, un video magari, e nuovi racconti.

To be continued…

Libera mente in libero tallone

25 Gen

Quando ero bambino non temevo nulla – figuriamoci la velocità. Ecco perché mi sono schiantato con la bici, a piedi e pure con gli sci. Oggi sono meno temerario, nel senso che la velocità non mi eccita particolarmente. Ed evidentemente neppure io piaccio tanto a lei!

Negli anni ho scoperto la mia vera natura, coerente anche in ambito sportivo: resistenza, impegno ed entusiasmo. Oggi mi piace alzarmi presto ed attaccare una salita mentre sorge il sole, trovarmi in quota in mezzo al silenzio, spezzare il pane e versare il té, scollinare in compagnia e portarmi verso nuove mete. Inseguo un rapporto con la natura che sa donarmi armonia come poche altre cose.

Questa visione idilliaca funziona benissimo in estate. Ma in inverno? Tutto più complicato, rispetto alla bella stagione (come siamo facili nelle definizioni, nonostante la ricchezza delle stagioni!). La neve è fantastica, chi lo nega forse ha un problema con se stesso – ma rende la montagna più pericolosa. E quindi anche più affascinante. L’importante, certo, è prenderla nel modo giusto.

Vivere la montagna in inverno per molti è sinonimo di piste battute, ristoranti self-service, doposci e settimane bianche. Anche quando il bianco è artificiale come la sabbia della spiaggia sotto l’Arco della Pace a Milano in Agosto. Lo sci classico ha fatto parte dei miei inverni fino a quando, qualche anno fa, ho incominciato a non sopportarlo più. Troppo caro, troppo affollato, troppo pigro. La montagna non era ambiente naturale col quale rapportarsi, ma parco giochi per i capricci del solito consumatore occidentale.

Abbandonato quasi lo sci, ho guardato con curiosità, ma anche con timore, allo scialpinismo. Mi sembrava un modo per vivere la montagna come in estate, salendo e scendendo con le proprie gambe, al ritmo lento dell’alpinista. Ma il pericolo delle slavine e la mancanza di esperienza mi hanno impedito di fare quello che avevo fatto con l’escursionismo: andare anche da solo.

Non ci sono dubbi: è difficile che si inizi con lo scialpinismo senza seguire un gruppo o un amico. Ho pensato allora di rimediare con le ciaspole. O almeno di provarci, per piccoli ed incerti passi. Ma che hanno aperto una via, di volta in volta più attraente. E quest’anno, improvvisamente, è capita l’occasione di imboccare deciso il sentiero della montagna in inverno.

Scialpinismo. E neve fresca. Con le pelli. Quindi telemark… Tanta carne al fuoco, meglio far chiarezza. Se nello scialpinismo si sale un colle con il tallone libero e con curve decise si ridiscende fuori pista, nel telemark si applica invece un diverso stile di sciata – da praticare dove ti pare! Sempre con il tallone libero si piegano le gambe fino quasi a sedersi, mentre con movimenti alternati si spinge avanti il piede a valle compiendo… un passo.

Camminare in salita, camminare in discesa: splendido! Sembra fatto per me. In queste ultime settimane ho fatto i primi timidi tentativi, con rovinose paperate e qualche soddisfazione, piccola sulla carta ma enorme per me! Ho ancora molto da imparare ed è una questione di esperienza. Telemark e Scialpinismo si sposano a meraviglia per dar vita ad una filosofia sciistica a basso impatto ambientale ma intenso rapporto con la montagna.

Il semplice gesto di liberare il tallone, libera anche il corpo e lo spirito.

Presto farò un corso base di scialpinismo: un po’ di teoria e di pratica con le tecniche. Credo sia importante, anche per imparare ad usare gli indispensabili strumenti di sicurezza (anche se mai di certezza). Anche se sono convinto che le migliori armi contro i pericoli siano il rispetto per la montagna e la prudenza. Termini fuori moda ma immortali!

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Per chi fosse curioso di scoprire qualcosa su Scialpinismo e Telemark, ci sono ottime fonti qui e qui, qualche video qui ed un gruppo di appassionati qui. Invece le mie poche (per ora) foto, scattate tra una sciata ed un banchetto, si trovano come sempre qui.