Archivio | maggio, 2009

Vacca, enoteca e maiale

29 Mag

Se un tempo le vacche rientravano dopo la transumanza stanche e ci regalavano favolosi stracchini, oggi sentirsi stracco in ufficio mentre fuori urla la primavera… sembra quasi una bestemmia!

Eppure questo sembra il rito del venerdì sera per milanesi e non solo. Un rituale che poi conduce inesorabilmente alla dispersione dei locali in cui ci (ri)troviamo per bere e divertirci – divertirci ad ogni costo.

Personalmente spero stasera di poter bere un buon bicchiere di vino con qualche amico in abbinamento ai racconti di vita che ci riguardano. Sarebbe la cosa più bella. Poi domenica si cammina: sento il richiamo dei monti lariani e della libertà di cui si gode andando per sentieri.

Per il resto, buon ponte a chi può e buona Festa della Repubblica a tutti noi. Teniamo da conto la nostra Repubblica e la nostra Democrazia, non come animali in via d’estinzione ma come il maiale di cui non si butta nulla, perché ogni parte ha il suo valore.

L’aria estiva sulla pelle

20 Mag

In questi giorni caldo e cielo sereno sono arrivati senza aspettare il normale evolversi delle stagioni.

A piedi per la città si respira aria estiva, tra una nube di smog e il profumo degli alberi in fiore. E’ molto piacevole approfittare del mattino presto e della sera, quando affacciandosi ad una finestra la vista brilla di colori caldi e la tensione del lavoro cade via come polvere sul pavimento.

A Milano si potrebbe dire che queste visioni contrastano con la cruda realtà dell’ambiente. Una città indaffarata, appariscente. Ma la pace di certi istanti cancella il quadro che li contiene, permettendo di evadere e godere di piccoli gesti, suoni e silenzi inaspettati. Sono le giornate migliori in città, nelle mezze stagioni che per il meteo non sembrano esistere più.

Il vero contrasto con questa rivincita di umanità e natura forse viene da un’altra parte. Forse viene proprio da noi stessi. Nelle ultime settimane mi sono occupato molto di Politica, Comunicazione, Immagine, Etica, Economia, Società. E mi sono preoccupato, parecchio. Politici che corrompono e mentono, media che svergognano la propria categoria, immagini che cancellano la sostanza, uomini che dimenticano il significato dell’etica, mercati e lavori che crollano nell’indifferenza dei potenti, involuzioni della società.

C’è abbastanza materiale per riempire giornali, blog, pensieri ed aperitivi. Tanta foga in bocca quanta scarsa volontà e capacità di reagire. Ma vale davvero la pena di rassegnarsi, di gettare la spugna, di alzare le spalle e rientrare in casa con lo spritz in mano? Forse il richiamo di questa finestra spalancata dove scorre aria piena di profumi è un altro. Non vano ottimismo ma concreto attivismo.

La lotta contro le ingiustizie a cui noi giovani siamo sottoposti non è indifferente. Ma in fondo ci sono al mondo battaglie più cruente e più ingiuste. Bisogna avere il coraggio  ancora una volta di trovare la propria strada tra le sfide di ogni giorno. Tendendo una mano agli altri che camminano con noi.

E fu primavera

3 Mag

Oggi passeggiavo nel pomeriggio del paese, un sole caldo come in piena estate, parlando di strade della vita con una cara vecchia amica.

La primavera è senza dubbio arrivata, non ci resta che scegliere dove andare. L’importante è non aspettare troppo lasciando che sia il tempo a decidere per noi. Sarebbe un grosso peccato.

Porto ancora dentro le emozioni della prima camminata, ieri ai Corni di Canzo sopra Lecco. Quale armonia, pace, bellezza nella natura che si risveglia! La montagna è un ambiente perfetto per ricongiungersi con la madre terra. Un luogo che è davvero accessibile a tutti, pronto ad accoglierci. Anche il mare può esserlo, anche il bosco del paesello di provincia se si vuole… Ma purtroppo spesso non lo desideriamo. Preferiamo essere schiavi, e complici, di una vita rinchiusa, ferma, forse un po’ vuota.

Basterebbe una volta, una sola volta, per risvegliarsi: alzarsi presto la mattina, gustare l’aria frizzante e il suono della brezza fra le fronde degli alberi, conquistarsi la strada, mangiare soddisfatti, condividere con i compagni – e sentirsi felici. Basterebbe provare una volta, se a cuore aperto e disponibile, per non volerne più fare a meno. Sono convinto che qualsiasi persona troverebbe felicità.

La montagna, la natura, è qua fuori pronta ad accogliere. Perché non darle una possibilità? Una sfida dal valore inestimabile. E per chi ne ha curiosità, c’è sempre un compagno pronto sulla strada. Basta battere un colpo!