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Ritorno a Stoanerne Mandln

12 Nov

Un autunno ricco di impegni e fradicio di piogge può anche regalare giornate perfette.

Con una scenografia da film hollywoodiano, temperature miti ed una bella compagnia ci sono tutti gli ingredienti per un pomeriggio speciale. Se poi il luogo ha anche una certa importanza per la proprio storia personale – si ha proprio una di quelle piccole magie che a volte in Alto Adige accadono ancora ;-)

Camminata facile e panoramica. Abbiamo preso il sentiero dal parcheggio di Flaas / Valas, sul Salto / Salten poco sopra Bolzano / Bozen. Con un po’ di salita ed uno spettacolare pianoro puntellato da conifere, superata la carinissima Casera di Meltina / Möltner Kaser, si conquista la cima (o meglio, la gobba) con tutti gli omini di pietra – esatto, gli Stoanerne Mandln!

Vista a 360°, foto di rito e rientro per lo stesso percorso. Lasciandosi cogliere dalle tenebre, scaldandosi con un te del cacciatore / jägertee, godendosi tutto il bello della vita!

Poi, il giorno dopo magari, si fa sempre in tempo ad ubriacarsi ed ingolfarsi di ogni bend’iddio ;-p

Ma questa, è un’altra storia…

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..ritornando..

3 Set

Sono partenze. E sono ritorni. Perché non sono le prime volte…

E non saranno le ultime, mi auguro ;-)

Dopo aver visto partire tutti, con una certa invidia; e dopo aver visto ritornare tutti – ora tocca anche a me: godere le ferie, come mi piace dire.

Sono contento di partire fuori stagione, almeno quella più hot per noi italiani. A Luglio ed Agosto si lavora bene, con ritmi dilatati e tante occasioni per evadere dal quotidiano impegnato. E viaggiando prima o dopo, si trova meno caos e migliori occasioni, spesso.

Adoro settembre con la sua coda d’Estate, che mescola in modo imprevisto caldo e freddo, pioggia e sole, vento e quiete. Ho il lusso di poter scegliere quando partire e già questo giro non mi sono lasciato sfuggire l’occasione…

Quindi si parte. Ma per dove? Tanti dubbi sulle destinazioni, meno sul modo: mettermi in moto, esplorare, giocarmi, incontrare. Zaino in spalla per mare e per monti, coi sensi bene all’erta :-)

Poi sono venute le destinazioni. Che, un po’ per caso e un po’ per volontà, uniscono acqua e terra in modi diversi ma in sintonia tra loro. Perché è vero che sono più uomo di montagna: eppure ci sono tante spiagge di cui non ho mai fatto esperienza!

Una settimana in barca, allora. Per trovare, anzi ritrovare il mare col suo ambiente naturale ed umano. Un paesaggio che poco conosco e tanto mi incuriosisce. Lasciarsi conquistare dal Capitano e ora lasciarsi andare e accogliere tutto quello che verrà…

E una settimana camminando per monti. Prima che l’inverno stenda il suo velo, al crepuscolo delle terre alte. In solitaria attraversando un ambiente popolato ma ritirato, viaggiando attraverso i luoghi ed il tempo con zaino e tenda…

Che ne sarà del blog per questo Settembre? Proprio non lo so! Ma credo che ormai siamo abituati a questi post che arrivano quando vogliono, possono, devono. Ora che sono senza internet, senza macchina per le foto, senza macchina per spostarmi, senza i comfort di casa… ho proprio voglia di staccare un po’ le connessioni!

Una cura dimagrante per essere più fit domani :-D

Mi auguro allora di ri-tornare al mare ed in montagna per ri-portare su queste pagine il bagaglio di quello che raccoglierò…

Ora buone ferie a tutti. A chi le ricorda e a chi le sogna!

Il pasto nudo

5 Apr

Oggi Pasquetta, o meglio Lunedì dell’Angelo: sole fresco in una primavera di bellezza.

Le feste sono sempre l’occasione per grandi banchetti. A tavola serviamo succulenti carni accuratamente cucinate per esaltarne i sapori. Ma pensiamo mai all’animale da cui viene il nostro piatto? Stimolato dalle letture di Pollan, complice mio fratello ed i suoi conigli, sabato mi sono preso la responsabilità, almeno una volta nella mia vita, della morte di un essere vivente – che un giorno sarà il nostro pranzo della domenica. Crudele? Non credo, altrimenti dovremmo smettere tutti di mangiare carne. Ipocrita e scorretta è invece la distanza che l’industria alimentare mantiene tra noi e ciò che mangiamo: occhio non vede, cuore non duole. Non è stato facile quello che ho fatto; eppure, non avevo mai provato tanto rispetto per l’animale e per il cibo come in quel momento. Ho conservato una zampa del coniglio a ricordo dell’esperienza. E ieri ho mangiato agnello per la Pasqua, ringraziando per il cibo che ci viene donato.

Lonely Walker intanto ha vissuto un piccolo ma sostanziale rinnovamento. Negli ultimi mesi ho pensato molto se aveva senso continuare a creare e condividere contenuti. Indubbiamente sono stato tentato di chiudere baracca e burattini. Poi gli impegni di lavoro e la scarsità di tempo mi sono sembrate solo delle comode scuse. Varie letture mi hanno stimolato a continuare. Eppure sentivo necessario un cambiamento del blog e delle mie pagine web, per renderli strumenti al servizio delle esperienze concrete di vita. Ho usato il post su Londra come prototipo di una scrittura più diretta e semplice. Foto, video, twitts e tutto il resto seguono ora la stessa idea. Ci sono ovviamente anche piccole novità di forma sparse qua e la: l’importante però sono i contenuti, ovvero ciò che ha valore, che è testimonianza e condivisione. Questo il piatto principale – il resto è solo contorno.

Clima perfetto per riprendere il cammino. Un sentiero non finisce mai, viene da lontano e continua ben oltre la vista. Sta solo a noi scegliere se smettere o proseguire.

Auguro a tutti una buona strada :-)