In libera uscita tra i crocus

11 apr

Oggi volevo ingannare le stagioni e quindi mi sono armato di bici, ripulita dell’attrezzatura invernale, e sono partito a cuor leggero verso i monti che sovrastano Bolzano. Volevo andare fino a Salten, un altopiano coperto di conifere e, in questo periodo, di crocus: piccoli e graziosi fiori che dipingono i prati di splendidi colori.

La stagione non è ancora matura ed il freddo mi ha ovviamente sorpreso… Ma i fiori c’erano, ancora timidi sulla terra appena meno che gelida. E Salten è uno spettacolo – che dovrò recuperare in prossime uscite, assolutamente.

Sono sceso a pieno gas alla disperata ricerca di calore. Però il silenzio e la solitudine del giro mi hanno permesso di riflettere su tre o quattro cose e di metabolizzare alcune letture interessanti degli ultimi giorni. Partendo dalla conclusione, ho sentito ancora una volta che, nonostante tutto (in questo caso l’aria gelida e la mia stupida impreparazione), buttarsi anima e corpo nelle esperienze che si vivono è la cosa migliore.

Con le strategie di ripiego e di magro ozio non si arriva da nessuna parte. Incontrando persone, immergendosi nella natura, giocandosi sempre al proprio meglio, invece, si valorizza ogni minuto che ci è concesso. E si porta a casa tanto – quasi troppo ;-) Serve allora la pausa giusta per capire e capirsi.

Ripensavo ad una bella poesia letta su Terre des Hommes (che poi ha rimosso – boh!): che sia o no di Jorge Luis Borges, “Istanti” mi racconta di un anziano che cerca di smuovere il giovane, dicendogli in sostanza: vivi, perché nulla è più importante. E lo dice in modo semplice, con parole dirette che esprimono bene come mi sento in questo momento…

Un altro spunto interessante e per nulla scontato è venuto da un post del Cavoletto. Qua si parlava di Wabisabi: mi sembra una vera e propria cultura, ben oltre la filosofia e la tradizione, che si fonda su una forte spiritualità – l’arte di sentire la bellezza e la profondità del mondo, nell’imperfezione ed unicità di ogni cosa, e dove ogni essere vivente e non vivente percorre la propria strada dall’inizio alla fine. E’ in questo arco di vita che abbiamo l’opportunità di scoprire l’armonia che ci circonda.

Il post merita una lettura rilassata. Io ho colto uno spunto molto bello, che riassumerei così: essere in armonia con la natura è un dono del tempo. Tempo dono natura armonia, hanno un significato molto più ampio della semplice definizione da vocabolario. La natura propria e quella materiale, l’armonia di azione e riflessione dentro di sé e verso l’esterno, il dono che va riconosciuto per essere accettato e vissuto, il tempo della vita che racchiude le nostre esistenze…

Insomma, potrei andare avanti così per ore; ma lascio invece spazio alle proprie ricerche personali. La ricerca per me è la migliore strategia da applicare, mai da rinunciare. Nel segno di queste riflessioni, sono anche tornato a mettere le mani in pasta: il gesto più concreto che conosco per passare dalle parole alle azioni ;-)

(Ps doveroso: col pane dovevo anche tornare ad allenarmi, per cercare di non rovinare tutto a questo splendido evento!)

To be continued…

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Una Risposta a “In libera uscita tra i crocus”

  1. minutrodicemento 12 aprile 2010 a 11:19 #

    Ciao! Ho dato un’occhiata al blog e ad una serie di tuoi post… mi sono “iscritto” alla tua pagina così avrò modo di “leggerti” meglio.

    Riccardo

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